Tano da morire
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io violentata... ancora... e ancora!

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imgs/violenza.jpegLe motivazioni della sentenza di assoluzione dei sei accusati dello stupro di gruppo ad una giovane ragazza alla Fortezza da Basso di Firenze hanno fatto molto discutere. Il giudizio sulla vita privata e sessuale della ragazza sembrerebbe essere la motivazione principale che ha indotto i giudici a non crederle. Di fatto i sei, condannati in primo grado, sono stati assolti in secondo grado. Così si legge sul blog Abbatto i muri e a scrivere, secondo quanto riferisce lo stesso blog, sarebbe la ragazza della Fortezza dopo che, qualche giorno fa, sono uscite le motivazioni che hanno spinto la Corte d'Appello ad assolvere i sei imputati che erano stati condannati a 4 anni e mezzo di reclusione con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. I fatti risalgono al 2008. Questa ragazza, a cui va la mia stima e solidarietà, risponde così:
 
"Vorrei riuscire a scrivere qualcosa che abbia un senso ma non posso perché un senso, questa vicenda, non ce l’ha. Sono io la ragazza dello stupro della fortezza,
sono io.
 
Esisto.
 
Nonostante abbia vissuto anni sotto shock, sia stata imbottita di psicofarmaci, abbia convissuto con attacchi di panico e incubi ricorrenti, abbia tentato il suicidio più e più volte, abbia dovuto ricostruire a stenti briciola dopo briciola, frammento dopo frammento, la mia vita distrutta, maciullata dalla violenza: la violenza che mi é stata arrecata quella notte, la violenza dei mille interrogatori della polizia, la violenza di 19 ore di processo in cui é stata dissezionata la mia vita dal tipo di mutande che porto al perché mi ritengo bisessuale".
 
Come potete immaginare che io mi senta adesso? Non riesco a descriverlo nemmeno io. La cosa più amara e dolorosa di questa vicenda é vedere come ogni volta che cerco con le mani e i denti di recuperare la mia vita, di reagire, di andare avanti, c’é sempre qualcosa che ritorna a ricordarmi che sì, sono stata stuprata e non sarò mai piú la stessa. Che siano state le varie fasi della lunghissima prima udienza, o le sentenze della prima e poi della seconda, ne ho sempre avuto notizia dai social media piuttosto che dal mio avvocato. Come mai questo accada non lo so. So soltanto che é come un elastico che quando meno me l’aspetto, mentre sono assorta e impegnata a affrontare il mondo, piena di cicatrici, ma cercando la forza per farcela, questo maledetto elastico mi riporta indietro di 7 anni, ogni maledetta volta.
 
Ogni maledetta volta dopo aver lavorato su me stessa, cercato di elaborare il trauma, espulso da me i sensi di colpa introiettati, il fatto di sentirmi sbagliata, sporca, colpevole. Dopo aver cercato di trasformare il dolore, la paura, il pianto in forza, in arte, ecco un altro articolo che parla di me. E io mi imgs/violenza2.jpegritrovo catapultata di nuovo in quella strada, nel centro antiviolenza, nell‘aula di tribunale. Tutto questo mi sembra surreale come un supplizio di Tantalo.
La memoria é una brutta bestia. Nel corso degli anni si dimenticano magari frasi, l’ordine del prima e dopo, ma il corpo sa tutto. Le sensazioni, il dolore fisico, il mal di stomaco, la voglia di vomitare, non si dimentica.
 
[...]
 
Mi é stato detto, é stato scritto, che ho una condotta sregolata, una vita non lineare, una sessualità “confusa”, che sono un soggetto provocatorio, esibizionista, eccessivo, borderline. C’é chi ha detto addirittura che non ero che una escort, una donna a pagamento che non pagata o non pagata abbastanza, ha voluto rivalersi con una denuncia.

Perché sono bisessuale dichiarata, perché ho convissuto col mio ragazzo un anno prima che succedesse tutto ció, perché amo viaggiare e unito al fatto che non sono riuscita a vivere nella mia città dopo l’accaduto, ho viaggiato molto, proprio per quella sensazione di essere chiunque e di dimenticare la tua storia in un posto nuovo. Perché sono femminista e attivista lgbt e fin dai 15 anni lotto contro questo schifo di patriarcato che oggi come sette anni fa, cerca di annientarmi come ha fatto e fa continuamente, ovunque.

Perché mi vesto non seguendo le mode, e quindi se seguo uno stile alternativo, gothic o cose del genere, sono automaticamente tacciata per promiscua. Perché sono (?) un’attrice e un’artista e ho fatto happening e performance usando il corpo come tavolozza di sentimenti e concetti anche e soprattutto legati al mio vissuto della violenza (e sì, la Body art é nata negli anni 60, mica ieri. Che poi, qualcuno si sognerebbe forse di augurare o giustificare chi stuprasse Marina Abramovic perché si é mostrata nuda in alcuni suoi lavori?).

[continua]

Rete, 22 luglio 2015

 

   

Ciao, Elio

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imgs/fioruccis.jpg
Fiorucci e Sottosopra.  taninoferri.com si unisce alle parole di Oliviero Toscani su Elio Fiorucci pubblicandone il comunicato stampa:

«Conoscevo Elio da quasi 50 anni. Si può dire che ho iniziato con lui, perché tutti abbiamo iniziato con lui in questo campo. Al suo compleanno gli ho mandato questa poesia di Walt Whitman. Gliela dedico ancora e ancora, perché è stato il più grande tra i Beginners.
Quanto bene ti voglio amico mio. Ora ti immagino tra i tuoi angioletti».
 

Appaiono raramente sulla Terra, solo ad intervalli,

E alla Terra sono cari, e al tempo stesso pericolosi.

Si mettono a repentaglio, più di chiunque altro,

E la gente risponde loro anche se non li conosce.

C'è, ogni volta, nel loro fato, qualcosa di inflessibile,

Mai conoscono l'oggetto della loro adulazione, né la loro ricompensa,

E ogni volta lo stesso inesorabile prezzo dev'essere pagato per la stessa grande occasione.

Rete, 20 luglio 2015

 

   

Del fascismo... e del disfattismo

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imgs/SavianoSaloneLibro.jpg
 
Roberto Saviano al Salone del Libro:  «Credevo in un percorso di riforme per l’Italia e invece niente è cambiato. È dura. Oggi in Italia chi critica viene considerato un disfattista, come al tempo del fascismo».
 
Alcune, mie, considerazioni a caldo (non sono ancora riflessioni).
 
Certo Roberto Saviano è persona seria, uomo onesto, per cui non posso, e non voglio, prendere sottogamba le sue parole e quindi mi chiedo se è vero che chi oggi critica (critica il governo, critica Renzi, critica la maggioranza parlamentare, le loro riforme o pseudo-riforme che dir si voglia) venga (anche da me) considerato un disfattista?
 
Tento di darmi una prima risposta qui, ora, a caldo.
 
La nostra repubblica ha, invano, tentato di costruire una nazione sana, democratica... onesta.
Prima i governanti democristiani (nel '68 dicevo che avevano il culo di gomma)...
potevi dire di tutto e di più, non facevano una grinza, non cambiava niente...
poi il centrosinistra... ancora la stessa solfa... addirittura con Craxi si arrivò alla codificazione delle ruberie...
quindi con Berlusconi toccammo il fondo... è diventato tutto una ruberia, a tutti i livelli, non c'è onore, si gode alla notizia dei terremoti perché già si pensa alla spartizione degli appalti, le bustarelle, le case al colosseo... ora siamo quì...

imgs/renzicambiaverso.jpgOggi arriva Renzi, un ragazzo che mi sembre perbene, che cerca di ammodernare il sistema e...
una massa di falliti (politicamente parlando!) gli salta addosso, non vogliono (a mio avviso!) che faccia niente, che gattopardescamente cambi solo qualcosa perché tutto rimanga uguale.
 
Mi riferisco a Bersani, che ha fatto toccare il fondo al PD, altro che 'Ditta' la sua, il suo PD era una vergogna, incapace ad esprimere una sola idea...

...e mi riferisco anche a Fassina, D'Alema, Cuperlo, Civati, per non parlare delle opposizioni vere, quelle che farebbero il loro dovere se non si chiamassero Salvini, Nichi Vendola, Beppe Grillo... i camaleontici ex-DC... e Berlusconi... ancora Berlusconi.
 
Insomma io, coetaneo di questa repubblica italiana, non posso che dire che tutto è stato ed è uno schifo, tutto, salvo... (forse...) Renzi.
E chiamo disfattista chi - a priori - gli è contro.
 
Non perhé sono fascista, ma perché l'unica luce che vedo è Renzi... il resto è buio pesto.
 
Rete, 18 maggio 2015

   

Il deus ex machina del M5s, con nome e logo di sua personale proprietà

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 imgs/grilloniente.jpg

 

Oggi, come fu già nelle presidenziali del 2013, il M5s appare di assoluta inutilità.
Ancora una volta non riesce a far politica, non riesce a fare una sola cosa incisiva. I suoi deputati ed i suoi senatori sono a Montecitorio a macinare acqua e friggere aria. Sono più presenti, e decisamene meno irrilevanti, i trentasei fuoriusciti o cacciati malamente via, che dir si voglia.

 

Insomma viene da chiedersi, e gli elettori di quei parlamentari dovrebbero chiedersi, a cosa costoro servono, a cosa sono serviti in questa legislatura dopo che Beppe Grillo ed i suoi hanno spuntato, due anni fa, una grande vittoria elettorale. A mio modesto avviso, in questi due anni il movimento non ha fatto un emerito cazzo, ed oggi, come nel 2013, che ci siano o che non ci siano, non cambia niente.
Chi li ha votati ha buttato il proprio voto alle ortiche, Grillo è un niente seduto su un cesso.

 

Rete, 30 gennaio 2015

 


   

Per non dimenticare. Olocausto.

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imgs/olocausto70.jpg
 
Con Olocausto si intende la persecuzione e lo stermino sistematici di circa sei milioni di Ebrei, attuati, durante la seconda guerra mondiale, con burocratica determinazione dal regime Nazista, che voleva dimostrare che il popolo tedesco appartenesse ad una “razza superiore” e che gli Ebrei, “inferiori”, rappresentassero un pericolo per l’omogeneità razziale della popolazione germanica. 
 
Durante l’Olocausto, i nazisti presero di mira anche altri gruppi ritenuti di “razza inferiore”: i Rom, gli omosessuali, i disabili e le popolazioni slave (Polacchi, Russi e altri).
 
Nel 1933, la popolazione ebraica in Europa era costituita da nove milioni di persone. La maggior parte viveva in quelle nazioni che, durante la Seconda Guerra Mondiale, sarebbero state occupate dalla Germania Nazista, o ne avrebbero, in diverse forme, subito l’influenza.
Prima che la guerra giungesse al termine, nell’aprile del 1945, due Ebrei su tre sarebbero morti per mano dei Tedeschi e dei loro fiancheggiatori, nell’ambito della cosiddetta “Soluzione Finale”, che, secondo i Nazisti, avrebbe dovuto comportare l'eliminazione totale degli Ebrei d'Europa. 
 
Rete, 21 gennaio2015
 

   

Coerenza dell'Arabia Saudita

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Mercoledì 7 gennaio l’Arabia Saudita, in linea con i Paesi occidentali, aveva condannato l’attentato a Charlie Hebdo, definendolo un “vigliacco atto terroristico”, “incompatibile con l’Islam”.  L'Arabia Saudita è schierata con l'occidente contro l'integralismo islamico, l'Arabia Saudita è a fianco della sua grande protettrice, l'Unione degli Stati d'America.
imgs/Raif.jpegVenerdì 9 gennaio, Raif Badawi, un blogger saudita di 31 anni, è stato frustato, per 50 volte, nella pubblica piazza di Jeddah, seconda città dell’Arabia Saudita dopo Riyad, la capitale: è la prima parte di una condanna inflittagli per aver offeso l’Islam... attraverso internet.
 
Un testimone ha raccontato ad Amnesty International che Badawi è stato portato dal carcere, dove sta scontando l'altra parte della condanna, nella piazza davanti alla moschea al-Jafali verso mezzogiorno, dopo le preghiere del venerdì; imgs/MoscheaAl-Jafali.jpgera ammanettato, il volto scoperto. Un agente, da dietro, con un grosso bastone, lo ha frustato 50 volte, mentre decine di persone si sono avvicinate per assistere alla punizione. 
 
Il testimone, la cui identità non è stata diffusa per motivi di sicurezza, ha raccontato che Badawi «ha alzato la faccia al cielo, ha chiuso gli occhi e inarcato la schiena. È rimasto in silenzio ma si vedeva dalla faccia e dal suo corpo che stava davvero soffrendo». La punizione è durata circa cinque minuti, poi Badawi è stato fatto risalire in autobus e riportato in carcere: le 50 frustate si ripeteranno ogni venerdì ancora per 19 settimane.
 
La seconda parte della condanna consiste in 10 anni di carcere.
Quale reato? aver aperto un sito internet che, secondo  il regime, "criticava" e "insultava l'Islam".
 
Rete, 13 gennaio 2015
 

   

«La satira, come quella di Charlie Hebdo, deve spingersi ai limiti»

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Il Cartoonmuseum di Basileaimgs/AnetteGehrig.jpg è l’unico nel suo genere in Svizzera. Fondato nel 1979, propone regolarmente esposizioni temporanee e possiede una collezione di 4'000 opere originali. «Per un prodotto satirico come Charlie Hebdo, non devono esistere frontiere; in un contesto museale invece sì», afferma la responsabile Anette Gehrig, intervistata mercoledì.

 

swissinfo.ch: Qual è stata la sua reazione all’attacco?

Anette Gehrig: Sono scioccata, non solo perché conosco questa rivista, ma anche perché avevo incontrato di persona i vignettisti Cabu e Wolinski.

 

swissinfo.ch: Charlie Hebdo è noto per le sue caricature molto provocatorie, che a volte prendono di mira le religioni o l’estremismo islamico. Al Cartoonmuseum avete già esposto questo tipo di disegni?

Anette Gehrig: Il museo dedica spazio a questi temi critici. Ad esempio abbiamo presentato esposizioni come quella consacrata al disegnatore tedesco Ralf König, che si era interessato da vicino alla vicenda delle caricature di Maometto.

 

swissinfo.ch: Alcuni musulmani si sentono offesi nei loro sentimenti religiosi dalle caricature. Ha comprensione per loro?

Anette Gehrig: Bisogna porsi prima di tutto la domanda su dove vengono presentate le caricature. Da una rivista di satira ci si aspetta che faccia appunto satira. Charlie Hebdo è molto radicato nella cultura francese. Ha una storia. Il pubblico che acquista questa rivista si attende di trovare questi temi. È un tutt’altro modo di trasmissione rispetto a quello di un museo.

 

swissinfo.ch: Qual è la differenza?

Anette Gehrig: La satira è un tema anche per noi. Da un museo ci si aspetta però una rielaborazione, un contesto. Quando per determinati temi, ad esempio la religione, vi è già un clima politico surriscaldato, è ovviamente delicato riprenderli in un’esposizione. Come curatrice, è mio dovere affrontare questi temi presentando anche materiale che permetta di approfondire.

 

swissinfo.ch: Ritiene che anche per la satira vi siano dei limiti da non superare?

Anette Gehrig: Per un prodotto satirico come Charlie Hebdo queste frontiere non devono esistere. In un contesto museale invece sì. Un museo ha altre pretese. Gli approcci sono diversi, i temi sono rielaborati e collocati in un contesto più ampio, affinché possano essere assimilati.

 

Rete, 10 gennaio 2015
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Juncker Presidente? No, grazie.

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Perché Jean-Claude Juncker non può essere Presidente della Commissione europea?
Perché ha mal governato quando, per quasi 20 anni, è stato Primo Ministro del Lussemburgo (dal 1995 al 2013). E' stato quanto di peggio ci si potesse aspettare da un 1° ministro europeo, altro che il solito Berlusconi! C'è il grosso sospetto, quasi la certezza oserei dire, che in quel lungo periodo Juncker abbia fatto gli interessi esclusivi del suo staterello a spese degli altri Stati dell'Unione europea.

 

Vediamo come.

 

Cos’ha scoperto la LuxLeaks su Juncker e sul Lussemburgo?

 

La LuxLeaks, un'inchiesta portata avanti da 80 giornalisti di 26 Paesi diversi, nessuno italiano, coordinati dall'Icij [Consorzio internazionale del giornalismo investigativo], ha rilevato una lista di agevolazioni fiscali concordate segretamente, tra il 2002 e il 2010, dal governo del Lussemburgo e le grandi multinazionali. All’inchiesta hanno partecipato direttamente oltre 40 organi di informazione (New York Times, The Irish Times, The Guardian, Le Monde, Politiken, Süddeutsche Zeitung, Le Soir, etc. - nessun giornale italiano), i quali hanno controllato 28mila pagine di documenti fiscali lussemburghesi prima di renderli pubblici (puoi leggerli qui).
Sono state analizzate oltre 340 aziende e banche multinazionali e si è dimostrato come, con gli accordi fiscali occulti, abbiano evitato di pagare milioni di euro di tasse agli Stati europei, sottoponendosi, invece, alle aliquote irrisorie applicate dal Lussemburgo (spesso inferiori all’1%).

 

Tra le aziende interessate, eticamente se non legalmente poco rispettabili, spiccano nomi quali Ikea, Pepsi, Apple, Amazon, Gazprom, Verizon, Deutsche Bank, Burberry, Procter & Gamble, Heinz, JP Morgan e FedEx. E non mancano le imprese italiane, ce ne sono 31 fra cui Fiat, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Unicredit, Banca Marche e Banca Sella. Tutti elusori fiscali se non grandi evasori.

 

L’inchiesta getta grosse ombre sull'ex premier lussemburghese (nonché ministro delle finanze per quasi 20 anni, dal 1995 al 2013) Jean-Claude Juncker che è appena subentrato a capo della nuova Commissione europea sponsorizzato soprattutto dai tedeschi e dagli Stati nordici, anche se a sua difesa si è elevata la voce di Xavier Bettel, primo ministro lussemburghese in carica, che ha dichiarato che gli accordi fiscali denunciati dall’inchiesta sono in ogni caso in linea con le normative internazionali, Canis canem non est.

 
Va detto che la legalità delle procedure e delle tecniche fiscali nei “diversi Paesi” è stata difesa anche dal presidente del parlamento europeo, Martin Schulz; ma ciò non toglie, a mio avviso, che in un'Europa dall'economia integrata, e con la moneta unica, sia assolutamente necessario creare condizioni fiscali paritarie per la tassazione delle imprese, come auspicato anche dall’Ocse e dall'’Icij. 
 
Guai se incentivi fiscali e tasse spingono le imprese a chiudere qui per aprire lì.
 
Rete, 5 gennaio 2015


   

Roma sonnacchiosa

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imgs/AutoveloxRoma.jpgA Roma si dorme spesso.
Marino, il Sindaco, vigila, tra un pisolo e l'altro, sulla sua giunta con scarsa attenzione, ed i suoi vigili urbani, la cosìddetta 'polizia locale' si fa fregare l'auvelox, da sotto il naso.
Proprio così!

Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre una pattuglia di vigili, in zona Casilina, ha montato la costosa macchina digitale, la fotocellula e, poi, sopraffatta dalla noia, invece di supervisionare l'operazione a cui era addetta, pena la nullità della stessa, ha deciso di schiacciare un pisolino... e al risveglio non c'era più... l'autovelox.
Non è chiaro chi abbia fatto il colpaccio, rischiando l'arresto in flagranza, ma, l'unica pista, scartata dopo gli accertamenti sanitari l'ipotesi che i vigili fossero stati narcotizzati, rimane quella di una banda di cyber mariuoli, forse napoletani, che ha intenzione di rivendere l'apparecchiatura a qualche... sprovveduto turista.

I due vigili, intanto dovranno risarcire il Comune per la perdita della costosa attrezzatura, rischiando anche severe sanzioni disciplinari, e certamente non passeranno un felicissimo Natale.
 
A noi non rimane che ridere di questa nostra amministrazione così poco... vigile!
 
Rete, 18 dicembre 2014

   

Farmacia Vergogna

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imgs/FarmaciaAmbrosiana.jpgAllora... ...sapete quanto si risparmia comprando l'Acido Acetilsalicilico invece dell'Aspirina Bayer?

Ben 3 euro sulla confezione da 20 compresse da 500 mg. Non è poco.

Allora... ...mia moglie è andata nella farmacia di Lesmo, in Brianza, ed ha chiesto l'acido acetilsalicilico.
La dottoressa... ..."mi spiace, signora, non l'abbiamo; abbiamo l'aspirina, però". "No, grazie!.

Allora... mia moglie va a Camparada, Farmacia Redaelli di Redaelli Fermo, e chiede ancora le compresse di acido acetilsalicilico:  "mi spiace, signora, non c'è in casa; se vuole lo facciamo arrivare nel pomeriggio". "No, grazie!.

Mia moglie ed io andiamo a Sestri Levante, e compriamo l'acido acetilsalicilico. Ma tornando a Lesmo la dimentichiamo al... mare.
E così, stamane, tornando a Lesmo, devo tornare a comprare questo benedetto acido aceteilsalicilico, ma memore del fatto che le suddette farmacie non l'hanno, vado a Peregallo (fraz. di Lesmo) per comprarlo lì.

Io... ... "Vorrei una confezione di compresse da 500 mg. di acido acetilsalicilico".
La farmacista... ..."L'aspirina".
Io... ..."No! Il farmaco equivalente... l'acido acetilsalicilico!
La farmacista... ...non l'abbiamo, abbiamo solo l'aspirina!
Io, leggermente alterato... ..."e che cavolo! ma è mai possibile che nè qua, né a Lesmo, né a Camparada ci sia disponibile l'acido acetilsalicilico?!?
ma è così costoso per voi, tenere a scorta qualche scatola di farmaco equivalente?
oppure è proprio una scelta che fate, per guadagnare pochi centesimi in più sul prezzo più alto dell'aspirina.

imgs/farmRedaelliFermo.jpgLa dottoressa, imbarazzata... ... mi spiace, io sono un'impiegata, non prendo io questa decisione!
 
Allora è proprio così, non è un caso che tre farmacie, tutte Redaelli, guarda caso (si! perché ho scoperto, dopo, che la farmacia di Peregallo è della stessa Sas, proprietaria anche della farmacia di Lesmo, Dott.ssa A. Redaelli & C.) non abbiano il farmaco equivalente.

E' una scelta. La scelta di far pagare ai brianzoli l'aspirina, 3 euro in più, per ogni confezione.

I farmacisti, i titolari di farmacia, non i dottori in farmacia che fanno i commessi dai proprietari di farmacia, guadagnano un casino, sono insieme ai notai, ai commercialisti, agli avvocati i liberi professionisti che guadagnano di più. Si trasmettono le farmacie da padre in figlio, come i latifondisti.
 
E... ...e non si contentano: devono guadagnare di più, sempre di più. Avidi, devono lucrare anche sul piccolo margine che imgs/farmacia-comunale.jpgrisparmieremmo se ci facessero acquistare il farmaco equivalente.
O sono le farmaceutiche, che li spingono, con chi sa quale incentivo a non vendere i farmaci equivalenti: bracciali d'oro, orecchini con brillante, vacanze alle maldive o alle mauritius?

Vergogna, siete avidi.

Manderò quest'articolo al Comune di Lesmo chiedendo di istituire una, o più, farmacie comunali. Si darebbe lavoro ai laureati farmacisti, pagandoli con il giusto stipendio, si farebbero arricchire di meno i vari Redaelli, e si rimpinguerebbero un po' le casse del comune.

Come a Sestri Levante, dove i farmaci equivalenti si vendono realmente (Ah! i liguri non si fanno fottere le palanche!)
 
Lesmo, 25 novembre 2014

   

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imgs/sonoStatoio.jpg
 
Rete, 4 novembre 2014

   

Sciogliere le camere

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imgs/scioglierecamere.jpgPer la nomina dei due giudici costituzionali e per completare il plenum del Consiglio superiore della magistratura i parlamentari minacciano un lungo stallo. Non solo: questo parlamento fa melina verso ogni tipo di riforma che si provi a mettere in calendario.
I parlamentari, oramai, sono al caos; si ribellano all'indebolito Berlusconi quelli di Forza Italia; continuano a fare fronda quelli del PD verso il segretario Renzi, che pur è stato scelto, e con una larga maggioranza, dal partito e che ha ottenuto l'unica vittoria elettorale, per il PD, alle europee.  

 

Questo è un parlamento di ammutinati, da Raffaele Fitto a Giuseppe Civati (che io ho votato alle primarie del PD, e me ne son pentito alla svelta), dalla Lorenzin alla Bindi (e D'Alema?). E poi ci sono quei figuri che sono proprio dei quacquaraquà, e mi riferisco a Domenico Scilipoti e ad Antonio Razzi. E poi ultimi... gli impresentabili, cioé gli oltre 50 che hanno un contenzioso penale davanti alla magistratura (qui l'elenco stilato dal Fatto quotidiano).

 

Ed allora chieamo al Presidente di sciogliere questo Parlamento e di indire nuove elezione... anche con questa legge elettorale!
Peggio di così il nuovo parlamento non potrà essere.


E lo si faccia velocemente... prima di farci irridere dall'Europa tutta, e, soprattutto, prima di dichiarare bancarotta!

 

Rete, 18 settembre 2014

Domenico Scilipoti
Domenico Scilipoti


   

Ludibrio

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imgs/ludibrio.jpgQuesta parola sopravvive quasi esclusivamente nell'espressione "pubblico ludibrio", per dire che qualcuno o qualcosa si espone od è esposto alle beffe della comunità, ad una derisione pubblica.
 
Altrimenti è desueta, comatosa nei dizionari.

Forse - mi perdonerete l'audacia - è un segno dei tempi: le nostre secolari culture regionali sono fondamentalmente basate sulla beffa, ma oggi o si fa fronte compatto e pubblico per ridere distruttivamente di qualcuno fulminandolo irreparabilmente in un solo scandalo, oppure si rischia di andar per avvocati - offesa la rispettabilità, offeso l'onore! Il costante ludibrio personale, il canzonarsi vicendevolmente e senza impegno resta vestigio dei vecchi cuori ancora schietti delle nostre città, dalle Alpi alla Sicilia, di quella comune italianità ridanciana che sa non prendersi sul serio ridendo innanzitutto di sé.

Perciò, adesso o il ludibrio è di un gregge pubblico oppure è conveniente esiliarlo. Ma se si crede in questo valore, d'ironia che pulisce, di riso che spazza la paura, può essere buon esempio (non facile) prendersi di mira da sé per un personalissimo ludibrio, per dire che va bene, che si può fare - che è bello e sano vivere prendendosi in giro.
 
Rete, 3 giugno 2014

unaparolaalgiorno.it/

   

Stuprate e impiccate

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imgs/stuprateeimpiccate.jpg
 
Non è facile decidere di pubblicare una foto come questa. L'abbiamo fatto con lo stesso spirito con cui i contadini della casta dalit, i cosìddetti intoccabili, nella loro disperata volontà di rompere con il passato, hanno preteso che i corpi delle due sorelline, 14-15 anni, prima stuprate e poi impiccate, non venissero rimossi, ma che fossero a disposizione dei media di tutto il mondo per denunciare cos'è, ancor oggi, l'India.
 
Per lo stupro e l'omicidio di due sorelle in India, violentate e poi impiccate a un albero di mango nel loro villaggio nell'Uttar Pradesh, sono quattro gli uomini arrestati, due dei quali sono poliziotti.
 
Rete, 29 maggio 2013

   

Caro Beppe

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imgs/carobeppe.jpgCaro Beppe,
tra me e te c' è solo un anno di differenza.
Io facevo la prima ragioneria e tu stavi nella classe a fianco alla mia, in seconda.
Io figlio di un modesto impiegato con tre persone a carico e tu ragazzotto benestante con un padre piccolo imprenditore.
Facevi il figo, già da giovane.
Facevi ridere, eri bravo e ti sentivi stocazzo.
Quando ad un tuo spettacolo a Viterbo venni a darti la mano due energumeni ci spinsero via in malo modo e tu urlasti "Ma mandateli affanculo ! "
Oramai il biglietto te lo avevamo pagato.
 
Sono stato tra i primi cento ad iscriversi al tuo blog e qualche volta hai risposto alle mie domande.
Nei tuoi spettacoli, a mio vedere, eri eccezionale: analisi lucide su gruppi finanziari, denunce con nomi e cognomi.
Mi piacevi e ti stimavo.
 
Poi la tua scelta di entrare in Politica: si Beppe in Politica perché lo puoi chiamare Partito o Movimento ma sempre Politica è.
E non puoi stare in Politica disprezzando tutti i Politici, non puoi volere andare in Europa disprezzando l' Europa.
Hai fatto una mossa stupenda con Rodotà: una mossa stupenda.
Hai messo il PD con le spalle al muro facendogli fare una colossale figura di merda.
Da lì in poi hai sbagliato tutto: forse accecato dalla giovanile voglia di essere sempre il più figo e circondato da poveri leccaculo, hai umiliato i Bersani.
 
Ed hai sbagliato caro Beppe.
 
Tu dovevi fare un governo con lui, tenerlo stretto per le palle e obbligarlo a fare finalmente le Riforme necessarie a questo stupendo Paese che è l' Italia, ma che è almeno 40 anni indietro rispetto alla media Europea.
Ne hai pagato le conseguenze caro Beppe, hai perso malamente (pur restando il secondo partito italiano) ed hai perso perché hai voluto strafare nei tuoi comizi.
 
Insulti, minacce, promesse di processi sui blog, vinciamo noi, siamo al 92 per cento.
No, caro Beppe, hai sbagliato tutto.
 
Ed ora dai la colpa a noi pensionati scrivendo che preferiamo stare così invece di pensare ai nostri figli ed ai nostri nipoti.
Ma tu che cazzo ne sai della povertà, dell' indigenza, dell' aiuto materiale ai nostri figli ed ai nostri nipoti.
 
Io non ti mando affanculo come faresti tu ed i tuoi servi con me.
Ti dico solo che anche tu hai l' età dei pensionati e che faresti bene a goderti i frutti del tuo lavoro e lasciare posto ai giovani.
 
Ciao Beppe.
 
BRUNO
 
 
Rete, 28 maggio 2014

   

Puoi cambiare, per cortesia...

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imgs/csilasvegas.jpgCSI Las Vegas...
CSI New York. CSI Miami.
Serie TV: CSI - Scena del crimine.

 

Non ne possiamo più!

 

CSI Las Vegas: gli episodi ruotano attorno alle indagini della squadra del "turno di notte" della polizia scientifica di Las Vegas, ed è stata trasmessa in prima visione assoluta negli Stati Uniti dalla CBS nell'ottobre del 2000. Visto il successo, sono stati creati ben due spin-off, trasmessi sempre dalla CBS:
CSI: Miami
(2002-2012) e CSI: NY (2004-2013).

 

In Italia CSI Las Vegas ha debuttato (in prima visione satellitare) il 13 settembre 2001 (trasmessa prima da TELE+, poi da Fox Life, e da Fox Crime); successivamente Mediaset ne acquisisce, per alcune stagioni, i diritti in chiaro e le manda in onda, dal 13 settembre 2002, su Italia 1.

 

Ma Mediaset è Mediaset, una rete commerciale che sfrutta sino all'osso i soldi investiti; per cui pur avendo acquistate alcune delle le successive stagioni (CBS è arrivata alla 14.ma), ti rimanda in onda sino alla alla nausea, la prima stagione, tutte le sere due episodi dalle 19:20 alle 21:10.
Infarciti di spot pubblicitari, sempre la solita solfa, tutte le sere, tutte le sere, da millanta tamanta anni.


Vedo molto raramente la TV, e quasi mai i canali Mediaset, un gioco che ho iniziato per boicottare Berlusconi, ed ho continuato perché la programmazione è noiosa, e, come dicevo piena, piena, di pubblicità. Ma dopo il TG3, e Blob, tutti i canali non trasmettono niente che non siano ancora o TG o niente. Il Niente di Italia 1 è CSI Las Vegas. Per cui spesso ci capiti, anche se non lo segui, ma per avere un rumore di fondo, quello della TV, a cui non sappiamo più rinunciare.

 

L'altra sera avevo a cena degli amici, la loro figliola, dal grosso pancione perché aspetta un bel maschiotto, a un certo punto, ci prega di spegnere la TV, il suo figliololo scalpitava violentemente, non ne poteva più di CSI Las Vegas.

 

Rete, 19 aprile 2014

 


   

Scandalo degli “Velo OK”, sono illegali ma i comuni li acquistano ugualmente

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velo-ok.jpgOltre quattrocento comuni si sono dotati di questi mezzi, sono i “Speed check” o “Velo ok”, a seconda della ditta che li produce, e i comuni li stanno installando come deterrenti alla circolazione veicolare. E' un box mobile in polietilene installato a bordo strada, altamente visibile sia di giorno che di notte, grazie al suo colore arancione e ai catarinfrangenti; potrebbe alloggiare un autovelox, ma solo rare volte al suo interno c'è l'autovelox, il più delle volte è vuoto.
 
Il Ministero dei Trasporti, con due circolari (una del 24 luglio 2012 e l'altra del 30 settembre 2013) ha ribadito quanto già, altre volte, espresso: gli speed check non sono a norma e non vanno installati. Ma c'è il trucco: il costo di ogni “scatolotto vuoto” varia da 2 mila euro a 5 mila euro, e di solito i comuni li acquistano per trattativa diretta, il loro valore, naturalmente se vuoti, non supera il centinaio di euro e su questa differenza di costo si gioca la partita. Dove va a finire tutto quel fiume di soldi.
 
Le Iene, nel loro servizio, ammettono di non essere riuscite a risalire a chi sta dietro al businnes, si son dovute fermare davanti a due società finanziarie, dopo aver girato mezz'Italia alla ricerca di produttori e società commerciali sempre nascoste dietro improbabili indirizzi.
 
Ma attenzioni Sindaci!
 
Per voi si ipotizza il reato di danno erariale: spendere soldi per qualcosa che non è in regola, è reato.  La palla potrebbe passare alla magistratura, non solo a quella contabile, ed allora, Berlusconi docet, sono cazzi acidi.
 
Rete, 20 marzo 2014

   
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