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Tano da morire
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Il sindaco che "raglia"
 
Scritto da Elisabetta Reguitti
 Può un sindaco insultare deliberatamente il capo dello Stato? È giusto che un primo cittadino butti oltre 20 mila euro di denaro pubblico dovendo pagare i ricorrenti (Asgi, cittadini e Cgil) di cause perse sulla base del valore di uguaglianza garantito dalla Carta costituzionale? Tutto questo e molto altro ancora è Adro e il suo sindaco leghista Oscar Lancini che a due anni di distanza dalle vicende del salto del pasto alla mensa per i bambini e la scuola violentata con centinaia di simboli del Sole delle Alpi è tornato a “ragliare” questa volta contro Giorgio Napolitano che ha conferito all'imprenditore Silvano Lancini (omonimo) l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica per aver pagato di tasca sua la mensa delle famiglie inadempienti. Ora però il sindaco rischia grosso perché la sua lettera è finita alla Procura di Brescia che dovrà stabilire se sussiste il reato di vilipendio al Capo dello Stato. In attesa di questa valutazione restano le sentenze di condanna per questo sindaco padre-padrone che non ha nessun ritegno nello sperperare soldi dei suoi cittadini per la sua sete di visibilità mediatica sperando magari di guadagnare, in un futuro prossimo, uno scranno padano in Parlamento. Ma Oscar Lancini stavolta rischia grosso. Non solo per la lettera ingiuriosa contro Napolitano ma anche perché lo stesso Umberto Bossi, attraverso il suo legale Matteo Brigandì, si dissocia dalla azioni fatte dalla Lega nord di Adro.  27 gennaio 2012
La sposa in perizoma...
  
Ricordo che parecchi anni fa creò (almeno in me!) un grosso scandalo una sposa in bianco con minigonna ed una profonda scollatura che poco nascondeva del generoso ed (allora!) autentico seno. Limitatamente a me lo scandalo non era costituito dalla generosa quantità di pelle che la procace mostrava (tanta per quei tempi!) ma quanto il violento contrasto con l'abito bianco. Così come sono contrario all'ostentazione della illibatezza (che dovrebbe essere un fatto assolutamente privato!), così mi infastidisce l'utilizzo profanatorio del bianco. Kaviar Gauche, vuoi una sposa trasparente e provocante? a me va più che bene, ma in nero, o in rosso o in giallo, ma lascia il tradizionale bianco a chi vuole farne un uso discreto. Rete, 21 gennaio 2012
Un PD taroccato... in meglio.
  
Un Bersani troppo tiepido sull'omosessualità? e noi lo tarocchiamo! I gay del PD non amano il poco entusiasmo di Bersani per il movimento omofilo ed allora se lo taroccano: “Segretario se la fa una foto con noi?” lo invitano durante l’Assemblea Nazionale del PD. Bersani naturalmente acconsente e, voilà, pronto per la stampa un bel manifesto in puro stile campagna tesseramento PD, "Ti presento..."
Da sinistra Rosaria Iardino, Aurelio Mancuso, Fabio Astrobello, Pieluigi Bersani, Anna Paola Concia e Andrea Benedino! Ecco la nascita del movimento omosessuale targato PD. Era ora! Rete, 21 gennaio 2012
L'attrice posa nuda e l'Iran l'esilia
  
 Per aver posato nuda su una rivista straniera, Madame Le Figaro, l'attrice Golshifteh Farahani non potrà più tornare in Iran, il suo Paese. L’attrice aveva posato nuda per protesta contro gli abusi sulle donne perpetrati in Iran e le restrizioni imposte dalla sharia, che l’industria cinematografica iraniana è costretta a rispettare nella più totale assenza di dialettica interna. Negli ultimi tempi il cinema iraniano ha conquistato la ribalta internazionale per il Golden Globe ricevuto da 'Una separazione' di Asghar Farhadi, premiato come miglior film straniero, ma anche per lo scalpore suscitato dallo scioglimento della 'Casa del cinema di Teheran', maggiore sindacato iraniano del settore cinematografico, giudicato dal governo troppo critico nei suoi confronti.
 Centinaia di commenti sulla pagina Facebook dell’attrice, da parte dei suoi concittadini, i quali si sono divisi tra chi solidarizza e chi condanna il suo operato: "Ammiro il tuo coraggio nel cercare di rimuovere un tabù tra le donne musulmane" scrive qualcuno entusiasta, ma c'è chi "Le immagini senza veli sono più discriminanti dell’imposizione del velo alle donne. Sono molto in disaccordo con la Farahani, ma lei è libera di fare quello che vuole". Il governo iraniano l'ha messa giù dura: "Mi è stato comunicato dal ministro della Cultura e guida ufficiale islamica che l’Iran non ha bisogno di attrici e di attori – ha dichiarato Golshifteh all'inglese Daily Telegraph – Mi hanno scritto che posso offrire i miei servizi artistici da qualche altra parte". Rete, 20 gennaio 2012
La protesta di Wikipedia
  
Wikipedia contro le proposte di leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act. Vivissime preoccupazioni, anche da parte di Wikipedia Italia, per l'eventuale approvazione di queste leggi dal Congresso degli Stati Uniti che mette in pericolo la libertà del Web in generale. Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, è convinto che il problema sia globale perché gli effetti di queste leggi si sentirebbero in tutto il pianeta. Infatti, anche senza queste leggi, oggi, un cittadino britannico, Richard O'Dwyer, "rischia l'estradizione negli USA per aver commesso presunte violazioni del diritto d'autore USA, nonostante viva nel Regno Unito e tutto quello che ha fatto sia avvenuto su server situati nel Regno Unito". Maggiori dettagli su queste leggi possono essere lette nelle pagine apposite di Wikipedia (Link sull'immagine). Anche Google, Facebook, EOL, eBay, Twitter, LinkedIn, molti altri nomi di razza di Internet e la stessa Casa Bianca sono contro queste proposte di legge perché è facile che venga minata alla base la stessa libertà d'espressione. Rete, 18 gennaio 2011
Campagna di tesseramento del PD
  
Scritto da Cristiana Alicata
Qualche giorno fa, nei luoghi tipici delle affissioni politiche, anche abusivi, sono apparsi dei manifesti colorati. 
“Conosci Farouk?” “Conosci Eva?” “Conosci Fabrizio?” E la questione è: “Conosci i miei?” I manifesti invitano a visitare una pagina Facebook. Per farlo, ti devi ricordare l’indirizzo, riuscire a leggerlo dalla macchina. Manca il codice QR, quel codice che consente proprio di accedere con l’uso di uno smartphone direttamente ad un sito web, senza dovere memorizzare un link. Alcune cose sembrano subito evidenti. Si tratta di una campagna cosiddetta teaser, cioè una campagna che “incuriosisce” e “anticipa” la campagna vera e propria. Evidentemente però funziona poco, a dire mi piace sulla pagina ci sono solo 80 persone, malgrado Roma sia tappezzata di manifesti. Poi dopo che ne parla qualcuno su FB e il dibattito viene ripreso da Linkiesta, aumentano i “mi piace”. Sulla pagina FB molte domande anche ironiche: tutti vogliono sapere. Si tratta di una cosa politica e di sinistra, lo si evince dall’uso didascalico di nomi stranieri e fa pensare, inizialmente, ad una campagna sulla cittadinanza. Qualcuno comincia a sospettare che sia una campagna del PD perché sembra che Di Traglia e lo stesso Bersani ne abbiano condiviso stati e immagini sul loro profilo di FB. [...] E così vado a fondo, mi avvicino anche ai manifesti, non hanno il committente, solo l’indicazione della tipografia. Chiedo di nuovo, soprattutto quando trovo su via Portuense il ponte della ferrovia che di solito è il luogo dell’abusivismo di destra quanto ai manifesti. E scopro. E non volevo scoprirlo. O meglio. Poteva essere anche una leggerezza quella dei manifesti e allora sarebbe stato meglio chiedere scusa. Invece niente. Scopro che è la campagna di tesseramento nazionale del PD. E’ la campagna di tesseramento del più grande partito del centro-sinistra. Il mio. Ecco. Io come dirigente del PD chiedo scusa a tutta la città. Chiedo scusa perché mi vergogno di tutti i miei compagni di partito che lo fanno a titolo personale, ma oggi proprio mi andrei a nascondere avendo scoperto che è una campagna nazionale del PD. Non ho nemmeno il tempo di dare un giudizio su una campagna di comunicazione che fa manifesti di carta per promuovere una pagina FB e che è un ossimoro in termini di comunicazione. [...] Il tutto è molto umiliante. Molto triste. Il tutto così lontano, lontanissimo, da quello che un partito potrebbe e dovrebbe essere in questo momento di crisi: luogo di aggregazione collettiva, aperto, forte, coraggioso, capace di costruire una forza dirompente che sia alternativa sia al centro destra sia al Governo Monti, un luogo davvero democratico, dove si dicono le cose a tutti, si fa decidere tutti con un processo non demagogico, ma sano. Ma il fatto è che la democrazia è come l’amore. E’ difficile, va coltivata, può deludere, può tradirti, può lasciarti. Non avrai il potere sempre, non lo avrai sempre nello stesso modo. Per il resto, per farlo senza amore, si può sempre pagare o farsi aiutare. Un po’ più di amore in politica servirebbe. Per il bene comune, PD compreso. [ ... leggi tutto... ] Rete, 16 gennaio 2012
Lega... ladrona.
  
 I primi a vergognarsene sono proprio loro: i leghisti. Naturalmente i maroniani sono proprio indignati e non fanno niente per nasconderlo: mentre le sezioni della Lega sono senza soldi e si arrabbattano per cercare di funzionare in qualche maniera, i soldi del finanziamento pubblico alla Lega lasciano il sacro suolo della 'Padania' (sic), per essere investiti all'estero. Un estero che più estero non potrebbe essere, sono andati nel continente nero, al Sud del Sud, in Tanzania investiti... in banane? “In Tanzania… si investe in piantagioni di banano… a febbraio arriveranno le banane più grosse del mondo…. per far contenta la Sim.Paticona. Sicuramente ne farà buon uso… sperando che si ricordi di mettersele anche in Bocca!” (messaggio della base alla segretaria del Sin.Pa, il sindacato padano, Rosy Mauro). Gli investimenti che il tesoriere del partito, Francesco Belsito, ha fatto in Norvegia, Cipro e soprattutto in Tanzania, utilizzando i soldi del finanziamento pubblico ai partiti non vanno proprio giù ai leghisti, e non vanno giù a tutti gli italiani: se non hanno bisogno di quei soldi li restituiscano all'Erario, dato che noi italiani, con le nostre tasse, abbiamo ripianato, e non volevamo farlo, i debiti della loro Banca del Cazzo, la Banca della Padania. Insomma dopo Berlusconi è ora di archiviare anche Bossi, questo uomo della giungla, tavernicolo e bastaso, che solo danni ha prodotto al Paese ed alla politica, e che usa voti, soldi, consenso di un partito come suo portafoglio privato. Rete, 13 gennaio 2012
Alegher, alegher, che el büs del cü l’è semper negher!
  
 C'è poco da stare allegri El paron è sempre lui. La sentenza di questa mattina con cui la Consulta ha bocciato il referendum abrogativo del 'porcellum' ed il voto, qualche minuto fa, di Montecitorio con il quale si è negato l'arresto di Cosentino, dimostrano che Berlusconi è ancora lui al potere, e che, nel suo ventennio di potere è riuscito a mettere i suoi uomini dappertutto occupando quasi tutti i posti chiave del potere. A questo punto, fatta diga con Monti, al fallimento della nostra politica economica, si vada alle urne anche con questa legge elettorale per dare modo all'elettorato di modificare strutturalmente la situazione politica. Unica alternativa seria, altrimenti, è la rivoluzione. Una seria rivoluzione come quella che hanno messo in atto gli altri popoli del Mediterraneo. Roma, 12 gennaio 2012
Sacrifici a me, Maldive a te
  
Non è l'invidia, anche se non sarebbe uno scandalo, a farmene scrivere, ma solo la grossa sensazione di ingiustizia che mi prende dentro. Ho dovuto rinunciare all'adeguamento della pensione, che perde potere d'acquisto di anno in anno, con l'aumento di autostrade, gas, luce, telefoni... benzina. Per un viaggio da Sestri a Milano e rit., oggi spendo quasi 200 euro. Piano piano le mie rinunce aumentano... ... e la cricca? se ne va alle Maldive a spese mie. Soldi presi dalle mie tasse, e non c'è verso di diminuirgli stipendi, rimborsi e prebende varie. Sull’isolotto di Madhiriguraidhoo, a bridare, fiduciosi, ad un ricco 2012 c’erano il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini (più sorella, moglie e figlie), il leader dell’Api Francesco Rutelli (con la moglie), il presidente del Senato Renato Schifani (con moglie Franca); l’onorevole Stefania Craxi (col marito). I loro stipendi sono a carico di noi contribuenti, loro datori di lavoro, secondo Grillo, e non riusciamo a tagliarglieli, nonostante la dimostrata volontà, e a diminuirli di un solo €,00. C'erano anche Francesco Totti (con Ilary Blasi e figli); Christian Panucci, Gianluca Pessotto, Caterina Balivo col fidanzato Guido Maria Brera, il giornalista Salvo Sottile con la moglie direttore di SkyTg24 Sarah Varetto. Soldi loro per carità! Che li spendano come vogliono! Ma mi sembrerebbe giusto un loro contributo ai sacrifici richiesti proporzionale al reddito. Tutto qui! A proposito, io ho aspettato l'anno nuovo al Palazzo ducale di Genova, con Van Gogh e Gauguin, 5 biglietti (55 euro), 2 cuffie audio-guida (12 euro), Ferrari e panettone portati da casa, con flûte di plastica al seguito. Tutta la mia famiglia ha cenato alle 8:00, a casa mia, un'ottima cenetta preparata da mia moglie, un po' più fantasiosa di quella della signora Monti, ma altrettanto rigorosa. Non mi lamento affatto della mia serata di fine d'anno, anzi, ma soprattutto non me ne vergogno con chi ha avuto meno di me. E non credo che Casini, Rutelli, Schifani e Craxi possano dire altrettanto. Rete, 11 gennaio 2011
Chi paga le vacanze di Malinconico?
  
Carlo Malinconico si è laureato, all'Università degli Studi di Milano, in Giurisprudenza nel 1972. Avvocato dello Stato fra il 1976 e il 1985 e consigliere di Stato dal 1985 al 2002, è professore ordinario di Diritto dell'Unione europea presso l'Università di Roma Tor Vergata, dopo aver insegnato per alcuni anni presso l'Università degli Studi di Udine. Ha ricoperto diversi incarichi pubblici: capo dell'ufficio legislativo del ministero delle Partecipazioni Statali (1990-1992) e del ministero del Tesoro (1995-1996), Consigliere giuridico dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (1992-1997), capo del dipartimento degli affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio (1996-2001), direttore generale dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas (2001-2002) e segretario generale della presidenza del Consiglio con Romano Prodi (2006-2008). Dal 9 luglio 2008 al 29 novembre 2011 è Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali. Dal 28 ottobre 2010 al 29 novembre 2011 ha ricoperto, altresì, l'incarico di Presidente di Audipress. Viene nominato, nel Consiglio dei ministri del 28 novembre 2011, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria. Il 23 dicembre 2011 viene nominato dal Consiglio dei Ministri Presidente della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi.
Oggi almeno tre quotidiani – il Fatto, il Corriere della Sera e il Giornale – raccontano una vicenda che coinvolge un membro del governo Monti. La persona in questione è Carlo Malinconico, che è invischiato con Piscitelli e Balducci. Il primo salito agli onori della cronaca per aver riso, alla notizia del terremoto dell'Aquila pensando ai soldi che avrebbe fatto con la ricostruzione e per essere atterrato col proprio elicottero, 15 giorni fa, il giorno di Santo Stefano, sulla spiaggia di Ansedonia per portare la mamma al ristorante. Il secondo, l'ing. Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta “cricca” Balducci-Anemone, che ha toccato personaggi quali il deus ex-machina Bertolaso, gli ex ministri, Scajola e Lunardi, l'ex generale della GdF, Francesco Pittorru, (alcuni dicono lo stesso Berlusconi!), tutti finiti nel mirino della procura di Perugia. Veniamo al fatto in cui è coinvolto Carlo Malinconico: in un’informativa del 7 giugno 2010, i Carabinieri documentavano i favori e i regali con cui la “cricca” tentava di ingraziarsi personalità influenti. Gli stralci pubblicati da Il Fatto denunciano le vacanze pagate da Piscicelli a Carlo Malinconico in un elegante albergo dell’Argentario, “Il Pellicano”, in una suite per un costo di 9.800 euro dal 12 al 19 agosto del 2007. Malinconico si è giustificato: "Chiesi con insistenza all’hotel, a fronte del diniego di farmi pagare, chi avesse pagato. Mi fu risposto che non era possibile dirlo per ragioni di privacy. Fu per questo che mi irritai molto e non misi più piede in quell’albergo".
Sappiamo bene che accettare un favore da un imprenditore non è reato, se non si da nulla di pubblico in cambio, ma in ordine a trasparenza ed a etica pubblica si possono emettere giudizi gravi, anche perché Malinconico nella pseudo smentita, non è stato, ancora una volta trasparente; avrebbe soggiornato nell'Hotel ancora numerose volte dopo il 2007 sempre a spese di Piscitelli: Il Fatto pubblica una nota de “Il Pellicano” a Piscicelli, con cui l'albergo gli comunica le prenotazioni di Malinconico e di sua moglie dall'aprile 2008 in poi, tutte da intendersi in modalità “full credit”: quindi a carico di Piscicelli. Rete, 10 gennaio 2012
Destra e sinistra
  
Scritto da Luca Sofri
 Devo averla già scritta un’altra volta, questa cosa, in un’altra simile occasione. Ma mi è tornata in mente leggendo l’intervista sulla Stampa dell’onorevole Lupi sui controlli fiscali a Cortina. Lupi parla di “controllo esasperato”, di “stato di polizia fiscale”, e dice che invece “fondamentale è l’educazione a un rapporto responsabile tra stato e cittadino”. Ora, ricorderete che storicamente a destra si è sempre chiesta maggior repressione contro la violazione delle regole e dell’ordine, e si è attaccata e derisa la sinistra che suggeriva invece di educare i cittadini al loro rispetto.
A sinistra si è da tempo confusa questa distinzione, un po’ attenuando le resistenze a una sana repressione delle violazioni, un po’ abbracciando forcaiolismi e bave alla bocca tradizionalmente di destra. Adesso la confusione è aumentata da una destra che scopre la necessità di indulgenza ed educazione stataliste: se non le avesse scoperte sulle Tofane sarebbe più credibile, però.  7 gennaio 2011
Berlusconi come Giordano Bruno
  
Una consolidata tradizione popolare vuole che con l'inizio dell'anno nuovo si distrugga il vecchio. Da questo la cattiva abitudine partenopea di lanciare i vecchi oggetti dalle fionestre o di bruciare il vecchio che di solito è personificato da un fantoccio, dalla befana... da una strega in genere. E' consuetudine ad Ozzano, paese della cintura di Bologna, a Capodanno, dare alle fiamme il tradizionale Vecchione, un pupazzone, appunto simbolo del vecchio che è stato. Ma quest'anno il Vecchione aveva le sembianze di Silvio Berlusconi. La pro loco ha infatti deciso di “attualizzare” il fantoccio ed ergere a simbolo del vecchio che fu l'ex premier ed il suo modo di far politica.
Naturalmente il PDL locale ha protestato ed i carabinieri hanno consigliato di camuffare il pupazzo, addobbato con la ben nota bandana bianca, ma... il risultato non è cambiato. Ozzano, 3 gennaio 2012
Un impegno concreto per il nuovo anno
  
Scritto da Massimo Malerba (Popolo viola)
La decisione è stata comunicata brutalmente, via fax, alla vigilia del Capodanno: la Omsa chiude lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia. 239 lavoratrici a casa. Eppure la Omsa non è in crisi, produce e vende tantissimo. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora. La proprietà ha agito sotto banco, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto, mentre ancora si discuteva sul futuro dello stabilimento e di come assicurare alle operaie continuità lavorativa. Niente da fare: il signor Nerino Grassi, che per decenni ha fatto la sua fortuna sfruttando il lavoro delle donne di Faenza e il marchio made in Italy, non ne vuole proprio sapere.
Abbandonare il Paese in un momento di crisi, lasciando sul lastrico centinaia di famiglie, è un atto imperdonabile. Alla vigilia del Capodanno, abbiamo lanciato un invito a scrivere un messaggio sulla bacheca Facebook della Omsa. Migliaia i messaggi di protesta hanno costretto la Omsa a rispondere: "Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di vista e abbiamo conversato con voi più volte riguardo a tali avvenimenti. Rimaniamo aperti alla discussione, ma per una serena convivenza di chi utilizza la nostra community per altri scopi i commenti off topic o con un linguaggio scorretto verranno moderati". A questo punto, c'è qualcosa che noi possiamo fare? Sì, sensibilizzare la Omsa. Ecco come:
1) estendere a più persone possibile l'invito a non acquistare i prodotti indicati nella foto in basso;
2) scrivendo sulla bacheca Facebook della Omsa; 3) condividendo e diffondendo le informazioni di questo post. La Omsa non è certo l'unica azienda italiana che, per qualche soldo in più, sbatte i lavoratori sulla strada per andare all'estero ma con questa iniziativa intendiamo cominciare un percorso di sensibilizzazione generale perché noi, in fondo, un grande potere ce l'abbiamo: quello di non comprare i loro prodotti. E chissà che Nerino Grassi non ci ripensi. 
Rete, 2 gennaio 2012
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Milena Gabanelli Freelance, è giornalista di denuncia. E' autrice e conduttrice di Report, rotocalco Rai, vincitrice, quest'anno, del Premio Max David, perché come dice la motivazione " ha rilanciato con grinta, determinazione, quel giornalismo d'inchiesta che da tempo sembrava essersi sbiadito nel panorama dei media italiani"
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