Le mani del Sud

 

 

 

img/Sud.jpgLe mani del Sud

 

di 

 

Vittorio Bodini

 


 
 
 
 


Hai fatto bene dice a non parlarmi del Sud del
Sud e delle sue brulle capre saltellanti
di scoglio in scoglio

O le pallide mani delle capre del Sud

Hai fatto bene dice a non parlarmi del Sud del
Sud e delle sue capre per metà divorate
dallo Stato

O le candide unghie delle capre del Sud

Hai fatto bene dice a non parlarmi del Sud del
Sud e dei suoi orizzonti un tempo aperti
da ogni lato

O le pallide unghie con cui ciascuno si dilania nel Sud

Hai fatto bene dice a non parlarmi del Sud del
Sud e dei suoi braccianti uccisi dalla
polizia

O le pallide mani un po' grassocce dei Tribunali
del Sud gli olivi dal cuore umano l'accusare
e accusarsi senza pietà Il grande Sud delle
questioni di principio

Hai fatto bene a non parlarmi del Sud



 

 

a Rafael Alberti, 15 gennaio 1969




______________________________

img/VittorioBodini.jpgVittorio Bodini

Bodini è nato da genitori leccesi il 6 gennaio del 1914 a Bari, ma cresce e studia a Lecce. A diciotto anni fonda un gruppo futurista. Nel 1937 si iscrive alla Facoltà di Filosofia di Firenze, dove si laurea nel 1940. Tornato a Lecce, con Oreste Macrì, cura la terza pagina di 'Vedetta Mediterranea', poi collabora a 'Letteratura', pubblicando le prime poesie, aderisce al movimento 'Giustizia e Libertà' e si inserisce in 'Libera Voce'. Bodini è autore di pochi, ma preziosi libri di poesia. Bodini è poeta dalla sensibilità estrema, supremo cantore di un sud mitico, ancestrale, ma, nel contempo, limitante e castrante. I suoi versi sono tra i migliori prodotti della poesia meridionale del Novecento e si spera che la critica letteraria presto renda merito ad una voce che il peso del tempo ha seppellito senza giusta ragione.

Liberamente tratto dalla biografia di Sebastiano Gernone.

   


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