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 Port au Prince

di

Lino da Messina

 

 

 

Dal giorno alla notte dalla notte al giorno

 

dalle caverne più oscure del sotterraneo

 

dagli abissi profondi del mare matto.

 

La terra trema sotto i piedi senza avviso

 

si sbriciolano le povere case Port au Prince

 

si spacca la terra ancora martoriata dal colonialismo.

 

Nella povera terra di Haiti già cumulo di miseria

 

della politica neoliberista dello schiavismo per tenere

 

lo stato della povertà dello sfruttamento di braccia.

 

Non ci sono mezzi per la povera gente per costruire

 

case forti e palazzi robusti e per costruire dighe

 

che limitano il disastro di uragani e terremoti.

 

Le case povere si sbriciolano come molliche di pane

 

e di pane c’è ne poco, case senza mattoni e cemento

 

vanno giù come niente in cumulo di macerie e miseria.

 

Un grido soffocato e un grido d’aiuto un filo di voce

 

un filo di lamento dai sepolti vivi e silenzio dei sepolti morti

 

ora arrivano gli aiuti neoimperialisti del soldato blu

 

Ora arrivano gli aiuti da tutto il mondo mobilitato

 

nella bellezza delle tute degli eserciti di guerre

 

luccicanti nascondono i loro fucili alle spalle.

 

Occhi egoisti di noi del mondo uccidiamo un popolo

 

più di un terremoto e meno di due dollari al giorno

 

vive la popolazione di Haiti in questo disumano disastro.

 

Mentre la notte scende a Port au Prince in agguato

 

ululano come lupi bande di bestie di uomini che uccidono

 

razziando ogni cosa che gli viene a tiro da sciacallo.

 

Mentre negli ospedali da campo amputano gambe

 

amputano braccia per vivere e non morire

 

bambini sopravvissuti orfani vengono rapiti

 

Per quanto gli aiuti del popolo della terra

 

arrivano non bastano ad asciugare lacrime

 

di dolore delle madri secoli e secoli di colonia.

 

Una lotta tra poveri causata da pochi ricchi

 

per divertire allo stadio applaudendo la morte

 

come un gioco scommettono sui gladiatori.

 

Eppure pare dalla storia di secoli e secoli

 

non ci sia scampo dell’apocalisse degli uomini

 

che mette ogni giorno guerre e morti.

 

Pare evidente eppure io dico no all’olocausto

 

vado da mio fratello Haiti con lo spirito

 

di uomo nuovo in quel regno di Dio fatto uomo.

 

 

 

 

 

 

 

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img/LinodaMessina.jpgLino da Messina


Ama molto la poesia e, assieme ad un gruppo d'amici,  organizza degli incontri in un centro della poesia dei popoli (La casa della poesia delle porte aperte) per ricordare un poeta o per dar voce ai poeti di strada o a tutti coloro che vogliono solamente far ascoltare le proprie poesie. Il tutto accompagnato dalla musica di amici del nostro Conservatorio. Il tutto gratuitamente e senza costo alcuno. Nella casa della poesia delle porte aperte si organizzano anche convivi a base di cucina popolare messinese,  molto curata e preparata con passione. Così  nasce "La maison du soleil", un tavolo dove ci si riunisce per offrire cibo alle  menti ed ai corpi. Anche qui senza spese.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   


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