Racconto invernale

di

Vladimira Cavatore

 
 
 

1a parte


img/raccontoinv1.jpgIl sole sorge lentamente in questa mattinata di inverno inoltrato. Le nubi si affacciano all'orizzonte e tutto sembra esser grigio. Gli anni passano e nelle menti sbiadisce il ricordo dei giorni felici dell'infanzia e si acutizza il senso di desolazione, solitudine per i vecchi seduti nella panchine della piazza ristrutturata. Che paradossale contrasto! Sono malati di nostalgie eppure dimenticano...

E' forse meglio dimenticare le incaute prese di posizioni nella loro angusta vita o ricordare per insegnare ai loro nipoti che non frequenteranno più a lungo nella loro esistenza? Già padri, incomunicabili con i loro figli... con il peso delle loro incapacità e fuggiaschi dalle responsabilità.

Non sanno di aver educato i loro figli allo stesso modo, o forse si visto che sono rimasti soli, al freddo e all'umido dell'inverno ormai gelato. Lo sentono persino nelle loro ossa... ed avide si avvicinano le insidie degli ultimi momenti.

E' giunto il tempo di dimenticare ed assopirsi nel lungo oblio che li aspetta, memori di un passato indimenticabile sia per sorte che per fato.

 


2a parte


img/raccontoinv3.jpgIncessante il picchiettio della pioggia... sembra essere secolare su quella panchina umida ed infetta di recondite meditazioni.

L'abbaglio della vita è troppo grande per poter esprimere rammarico e disinteresse verso il figlio ormai lontano e livido di rancore nei confronti del padre che non vorrebbe essere come lui, ma sa, come ogni copione ripetitivo, che ricadrà nei suoi stessi errori!

Come evitarlo? sarebbe sufficiente che imparasse a comunicare, che non si comportasse da egoista tenendosi tutto dentro escludendo l'altrui intelletto.

La vita in quella piazza è ormai breve e l'unica cosa che potrebbe riscaldarla è il perdono del figlio erede e perplesso. Da parte sua sarebbe un gesto di amore nei confronti della vita, per non perdere quella occasione che rimpiangerebbe anch'egli da vecchio!

Per quanto non si possano cambiare le persone, per quanto queste siano anche cattive, non si deve chiudere senza aver fatto loro sapere che hanno o che siano stati in torto. Morirebbero senza coscienza, svanirebbero senza l'"io". E' questa la vera assoluzione: la consapevolezza di aver sbagliato e forse tentare un ultimo anelito di ripresa.

 


3a parte


img/raccontoinv2.jpgIl sole ora invade quella piazza abbandonata e destabilizzata dalle forti piogge. Ma come ogni passaggio di uragano, tutto ciò che si è distrutto viene eretto a nuova vita...

Con grande difficoltà verrà ricostruito l'argine ed il terrapieno, forse si faranno lavori migliori dei precedenti ad evitare un'altra calamità. Come sono simili le storie umane a quelle naturali: ciò che è stato destrutturato viene prima o poi rinsaldato. Ma stranamente gli insegnamenti a volte non servono a nulla, l'uomo dimentica e la sua memoria collettiva viene trascinata altrove... laggiù nell’inconscio a guidare il proprio istinto.

E' una bella domenica di inverno, il padre si avvicina a dei gatti fradici e da loro una cosa che gli appartiene: un ciondolo per il nipote che mai verrà.

Frastornato dalle grida dei bambini usciti a giocare al sole, gli sovviene che proprio lì aveva portato il figlioletto sulle giostre e si assopisce sulla panchina pensando a quell'interminabile giro in cui questi gridava soddisfatto! Ma forse lui non se lo ricorda, ma ormai non ha più importanza, ha scelto la sua strada impervia di doveri e successo che non avrà mai per aver perso la sua umanità e la capacità di comunicare nel perdono.

Il padre infine muore... e tutto ritorna normale nell'indifferenza.

 

 

 

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img/vladinka.gifVladimira Cavatore è scrittrice, saggista, poetessa. Nata a Roma nel 1960, laureata in Scienze politiche alla Sapienza di Roma è Specialista in Diritto ed Economia delle Comunità europee, due Master, il primo in Geo-politica e Sicurezza Globale, l'altro in Diritto del Lavoro e Sicurezza Sociale.
Viaggiatrice con molteplici interessi, ha soggiornato a lungo nell'America centrale e meridionale. Ha pubblicato un 'Pasto nell'ombra', armonia di poesie e scritti, 'L'amore ferito - Eros e cigno', poesie, ed il saggio 'La democrazia dell'Impero Usa'. 

 

 

   


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