Il mondo delle nuvole blu


di Anna Carbich

 

 

 

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C’era una volta una bambina.

Una bambina come tante altre. Né bella né brutta, né povera né ricca, né stupida né troppo intelligente. Era una bambina curiosa, le piacevano i fiori e gli animali. Non giocava con le bambole ma le piacevano le fiabe, quelle con le fate, quelle che finivano bene, con il principe azzurro, quelle che da allora in poi vivevano sempre felici e contenti.

Poi la bambina diventò grande. Divenne una ragazza normale, né bella né brutta, né povera né ricca, né stupida né troppo intelligente. Era una ragazza curiosa, le piaceva la gente, le piacevano le storie a lieto fine.

Poi la ragazza diventò donna. Né bella né brutta, né ricca, né povera, né stupida né troppo intelligente. Era una donna curiosa. Le piaceva la gente, le piacevano i viaggi, le piacevano sempre le storie a lieto fine.

Ma la bambina diventata ragazza diventata donna si era accorta che le storie a lieto fine, quelle con le fate e con i principi azzurri, erano di un altro mondo. C’erano sì, ma se ne stavano nel loro mondo, il mondo blu delle fate, appunto.

Qualche volta c’era entrata, per caso, ma solo per pochissimo tempo. Anche il tempo era diverso, nel mondo delle fate.

img/nuvolablu6.jpgAveva conosciuto anche qualche principe azzurro, ma allo scadere della mezzanotte, il tempo delle fate finiva sempre a mezzanotte, i principi azzurri si dissolvevano. Lasciavano delle nuvolette azzurre, che rimanevano intorno alla testa della bambina curiosa, diventata ragazza, diventata donna.

Così la bambina curiosa capì che i principi azzurri non appartenevano al suo mondo, e se ne stavano solo nel loro mondo delle nuvole azzurre.

Decise di esplorare altri mondi, e dato che era curiosa, vide tante cose, tanti luoghi, conobbe tante persone, grandi e piccole, belle e brutte, stupide e intelligenti.

Aveva deciso che mai più sarebbe entrata nel mondo delle nuvole blu dei principi azzurri. Mai più.

Si era fatta anche una speciale corazza, tutta blu anche quella, che le permetteva di viaggiare fra le nuvole blimg/nuvolablu2.jpgu senza bagnarsi, senza arrugginirsi, senza prendere raffreddori.

Piaceva viaggiare nei mondi alla bambina curiosa diventata donna. A volte si divertiva, a volte rideva, altre piangeva. Ma, avendo esplorato tante contrade, ormai non si meravigliava più.

Un giorno però notò una piccola incrinatura nella sua corazza blu. Che cosa stava succedendo?

Poteva ancora passare fra le nuvole blu senza essere contagiata?

Cominciava a preoccuparsi. La sua corazza era blu, ma di vetro, ma di un vetro speciale, infrangibile.

Niente e nessuno potavano intaccarla. Come aveva potuto prodursi questa incrinatura? Che cosa stava succedendo?

Una sera, durante uno dei suoi viaggi, la bambina curiosa, diventata ragazza, diventata donna, dovette attraversare il paese delle nuvole blu. Era sera, ma non era ancora mezzanotte. Lo aveva già fatto tante volte, e non le era successo niente. Aveva incontrato re, principi e fate, ma era come se non la vedessero, la sua corazza la faceva sembrare una nuvoletta blu.

Invece quella sera, sentì una leggera corrente penetrare attraverso la minuscola fessura che si era formata nella corazza. La sentì mentre passava un principe azzurro suimg/nuvolablu7.jpg un cavallo bianco.

Che cosa le stava succedendo? No, questo era il mondo dei sogni, il mondo azzurro, non era il suo mondo! Il principe azzurro sul cavallo bianco si stava avvicinando. Aveva una lunga lancia con una punta scintillante. La bambina curiosa diventata ragazza diventata donna si voltò di scatto e la punta della lancia sfiorò la sua corazza blu che andò in mille pezzi.

Ma come era potuto accadere?

La corazza era stata solo toccata fuggevolmente dalla punta della lancia del cavaliere.

Ma la punta della lancia del cavaliere era un diamante.

Quanto tempo mancava a mezzanotte?

 

Anna Carbich
Febbraio 2007

 

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Nota dell'editore:

Sono io e non gli autori ad impaginare i racconti ed ad illustrarli nel modo che ritengo più opportuno.
Questo racconto di Anna mi ha sospinto in un mondo onirico risvegliando in me emozioni antiche, forse perché, in questi momenti sono particolarmente fragile.
Chiedo ad Anna, ed al lettore, di perdonarmi se le mie immagini contrastano con le emozioni che questa dolcissima fiaba suscita in loro.

 

Grazie tanino,
hai interpretato in modo visivo il racconto meglio di me. Le immagini sono perfette. La ragazza è molto bella, con la protagonista del racconto ha in comune il colore degli occhi e i capelli scuri."

Anna Carbich

   


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