Quel camino spento

 (pagina tratta da "non ti muovere")

 

di

 

Margaret Mazzantini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
imgs/Camino0.jpgC'è quel camino spento dietro di lei, vuoto e nero come una bocca sdentata. La prendo per un braccio e la trattengo. Lei respira, a bocca aperta. Il suo alito è quello di un topo. In quell'improvvisa vicinanza il suo volto si deforma. Gli occhi pesti sono immensi, si dibattono tra le ciglia come due insetti prigionieri. Le sto torcendo il braccio. È così estranea e così vicina a me. Penso ai falchi, al terrore che ne avevo da ragazzino. Alzo la mano per scaraventarla lontano, lei, i suoi ninnoli, la sua miseria. Invece afferro quel fiore di strass e me la tiro contro.
 
Cerca di mordermi la mano, la sua bocca si agita nel vuoto. Ancora non so di cosa deve aver paura, non conosco le mie intenzioni. So solo che con l'altra mano le sto stringendo forte quei capelli di rafia, glieli ho presi a mazzo e la trattengo come una pannocchia. Poi le vado addosso con i denti. Le sbrano il mento, le labbra dure di paura. La lascio gemere, perché ora ne ha motivo. Ora che le ho strappato dal petto quel imgs/camino1.jpgfiore di strass, ora che le raccolgo i seni scarni e li strofino. E le mie mani sono già tra le sue gambe, tra le sue ossa. Non assiste alla mia furia. Abbassa il viso sul collo, alza un braccio vago nell'aria, e quel braccio trema. Perché le ho trovato il sesso, magro come il resto, e già agguanto il mio. La spingo contro il muro, presto. E prima ancora di presto. La testa gialla scaraventata in basso, lei è una marionetta slentata contro il muro. La tiro su per le mandibole, le colo nell'ansa dell'orecchio. La mia saliva corre lungo la sua schiena, mentre mi muovo nel suo cesto di ossa come un predatore dentro un nido usurpato. Così faccio scempio di lei, di me, di quel pomeriggio balordo.
 
imgs/camino2.jpgNon so se ansimasse dopo, forse piangeva. Era in terra, si stringeva al suo corpo. Io ero molto oltre di me, precipitato dall'altra parte della stanza. Posato su una zampa, il muso del cane cieco spuntava da sotto il divano, le orecchie basse, gli occhi bianchi. Sul muro la scimmia succhiava immobile il suo biberon. I miei occhiali erano in terra, accanto alla porta, una lente era rotta. Feci qualche passo e mi chinai a raccoglierli. Afferrai i lembi bagnati della camicia, me li rinfilai nei pantaloni e uscii senza dire una parola.

La macchina era parcheggiata davanti all'officina. La chiave era inserita, misi in moto e partii. imgs/camino3.jpgCominciò il rettilineo costeggiato dai pini marittimi e dai canneti avvizziti. Frenai senza riuscire a fermarmi, aprii lo sportello e vomitai in corsa. Frugai sotto il sedile per cercare l'acqua che avevo con me, la trovai, caldiccia nel suo involucro di plastica. Mi sciacquai la bocca, tirai fuori la testa e mi svuotai addosso quel che rimaneva della bottiglia. L'asfalto correva, e insieme correva l'odore della vampa e del mare ormai vicinissimo. Lasciai la guida e mi portai le mani sulla faccia per annusarle. Cercavo una traccia della mia efferatezza, Angela.
 
Trovai solo un odore di ruggine, forse quello della scala. Ci sputai dentro. Sputai sulle pieghe della mia vita, del mio benessere, del mio cuore. Poi strofinai i palmi l'uno contro l'altro, fino al fuoco.
 
 
 
 
Pagina tratta da "Margaret Mazzantini, non ti muovere", Mondadori, agosto 2002, pagg. da 37 a 39.
 
 

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imgs/MargaretMazzantini.jpgMargaret Mazzantini

Nasce a Dublino, dove vive per circa tre anni prima di trasferirsi con la famiglia a Tivoli, Roma. Figlia dello scrittore Carlo Mazzantini e della pittrice irlandese Anne Donnelly, si diploma presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica all'inizio degli anni anni ottanta.
Attrice di teatro, cinema e televisione, è conosciuta soprattutto come scrittrice; ha infatti esordito in letteratura con 'Il catino di zinco' (Marsilio Editori, 1994), vincitore del premio Opera Prima Rapallo-Carige e finalista al Premio Campiello. Con 'Non ti muovere' (Mondadori, 2002) ha vinto il Premio Strega e il premio Premio Grinzane Cavour e ha venduto quasi 2 milioni di copie.
Sposata con l'attore Sergio Castellitto ha una famiglia patriarcale con quattro figli.

 
 
 
 
   


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