Lolita

 (da "Diario notturno")

 

di

 

Ennio Flaiano

 

 

 

imgs/Lolita1.jpgLa notte è lunga.  Jesus mi trascina in un ristorante all'aperto con numeri di danza. Conosco il genere e prevedo d'annoiarmi. Ci sediamo al tavolo del ricchissimo Y., con altri sconosciuti, quando le luci si smorzano e sulla pista viene Lolita. Tutti ne dicono un gran bene e difatti Lolita è una meravigliosa, enorme ragazza, ma Jesus sostiene che è troppo bella per saper danzare. Lolita aspetta che l'orchestra prenda posto, è entrata in anticipo e aspetta, con un sorriso di fiducia, gli occhi grandi e spalancati che vedono qualcosa che noi non vediamo, sopra gli alberi del giardino.

 

imgs/Lolita2.jpgQuando tutto è pronto, comincia a danzare, prima lentamente, poi affrettando, infine sfidando l'orchestra a tenerle dietro, dirigendola lei con una forza che trova inesauribile nel suo corpo e che ci schiaccia. Si fa dolce, sembra vinta, sfinita e invece torna alla carica, con un volto terribile. I suoi occhi diventano splendenti, le parole che mormora si fanno più intellegibili, sferzanti, il pubblico è già suo. La danza sembra non debba finire mai, mi sento un intruso. A chiusura, Lolita si china all'indietro, quasi a toccare il pavimento con i lunghi capelli, dà un balzo, eccola già lontana.
Ho tremato, temevo che si sarebbe spaccata in due. Va via inseguita dagli applausi, sudata e fumante come un cavallo.

 

imgs/Lolita4.jpgPiù tardi (fervono altre stupide danze) Jesus fa sedere al nostro tavolo una ragazza piccola e pienotta, dal sorriso mite e casalingo. Se non fosse per gli occi non riconoscerei mai Lolita. Se ne sta buona, a guardarci, non vuole niente, ha una voce bassa e timida. Veste di scuro, accollata. Non ha trucco e questo spiega la saua dolcezza stanca, la dolcezza del boxeur dopo l'incontro.

 

Il ricchissimo Y., impaziente, le chiede: "È libera domani?". Vuole invitarla ad una gita. Lolita aggrotta la fronte come una bambina: "Mi crede forse un taxi?" risponde senza sorridere ma semplicemente. 

 

Jesus sta bevendo, nello sforzo di trattenersi, spruzza il whisky dal naso.

 

 

 

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Tratto da "Ennio Flaiano, Diario notturno", Adelphi editore, 1994, pagg. 105 e 106.

 

 

 

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imgs/EnnioFlaiano.jpgEnnio Flaiano

 

Fine ed ironico moralista – ma anche acre e tragico al tempo stesso – produsse opere narrative e varie prose tutte percorse da un'originale vena satirica ed un vivo senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea. Introdusse nella lingua italiana la nota espressione "saltare sul carro del vincitore", così come molti altri aforismi.
 
Liberamente tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

 

 

   


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