Il segreto di Stato - nel caso Abu Omar - è un paradosso logico e giuridico.


Solo per effetto del segreto di Stato, nel processo Abu Omar è stato disposto il non luogo a procedere nei confronti dell'ex numero uno del Sismi Niccolò Pollari e dell'ex dirigente Marco Mancini e questo, è scritto nella sentenza, del Giudice Oscar Magi, che argomenta che
"ammettere che vi è segreto di Stato correttamente opponibile all'autorità giudiziaria che riguardi i rapporti tra servizi segreti italiani e stranieri e assetti organizzativi e operativi del Sismi, ancorché collegati a un fatto reato per cui si proceda, nel momento in cui si afferma che per quel fatto reato non vi è segreto e nel momento in cui per quel medesimo fatto risultano indagati o imputati persone appartenenti a quei servizi stessi costituisce... un 'paradosso logico e giuridico' di portata assoluta e preoccupante".
"L'esistenza di una autorizzazione organizzativa a livello territoriale nazionale da parte delle massime autorità responsabili del servizio segreto Usa lascia presumere che tale attività sia stata compiuta quantomeno con la conoscenza (o forse con la compiacenza) delle omologhe autorità nazionali".
"Ma di tale circostanza non è stato possibile approfondire le evenienze probatorie (pur esistenti) per l'apposizione-opposizione di segreto di Stato da parte delle autorità governative italiane".
"Il rapimento di Abu Omar è stato voluto, programmato e attuato da un gruppo di agenti Cia che, in ottemperanza a quanto espressamente deciso in sede politica competente, ha operato a Milano e in Italia del nord nelle date precedenti al febbraio 2003 fino al compimento dell'atto, per poi abbandonare il territorio dello Stato nei giorni e nei mesi successivi allo stesso".
Ndr: Tutto il virgolettato è tratto dalla sentenza del Giudice Magi.
Milano, 1 febbraio 2010